La cattiveria come programma politico: Trump, l’Europa servile e il silenzio del Congresso

Quando la cattiveria diventa consenso

Viviamo in un’epoca inquietante, in cui la cattiveria sembra essere diventata un valore sufficiente per ottenere consenso. Non servono più talento, intelligenza, empatia o buon senso: basta urlare più forte degli altri, umiliare, minacciare, dividere. In questo scenario, la figura di Donald Trump appare come il simbolo perfetto di una degenerazione politica e culturale che sta trascinando con sé non solo gli Stati Uniti, ma l’intero equilibrio occidentale

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Trump non ha una strategia: ha solo potere

Trump è senza vergogna e senza talento. Non possiede una visione, né una strategia coerente. Sembra piuttosto di vivere in una Gotham City senza Batman, dove il caos regna e nessuno sembra davvero in grado – o disposto – a intervenire. Le analogie storiche sono scomode, ma inevitabili: Benito Mussolini e Adolf Hitler insegnano che certi segnali non vanno mai sottovalutati. Il tentativo di golpe del 6 gennaio non è stato folklore politico, ma un precedente gravissimo, una frattura nella democrazia americana.

Il Congresso e il fallimento dei contrappesi

Perché il Congresso non lo ferma?

La domanda centrale resta questa: perché il Congresso degli Stati Uniti non interviene con decisione?
Perché Trump non viene trattato per ciò che è politicamente: un soggetto profondamente inadeguato, instabile, incapace di gestire il potere che gli è stato consegnato?

È un errore enorme continuare ad attribuirgli una strategia. Trump non ne ha una. Si comporta come un bambino viziato che sbatte i piedi quando le cose non vanno come vuole. Ogni sua decisione nasce da risentimento personale, narcisismo patologico e desiderio di rivalsa, non da calcolo geopolitico.

Un esempio emblematico è il mancato endorsement a María Corina Machado. Non c’entra la sua adeguatezza o meno come leader: dal punto di vista di Trump, Machado rischiava di oscurarlo, persino simbolicamente, con l’ipotesi di un Premio Nobel. Ed ecco allora la reazione infantile: ostacolarla e, allo stesso tempo, rivendicare per sé un riconoscimento che non ha mai meritato, arrivando persino a “regalare” pateticamente premi e meriti come se fossero giocattoli.

L’Europa complice e l’Italia servile

Il problema non è solo americano. Giorgia Meloni e il suo governo stanno progressivamente mettendo l’Italia al servizio di un aspirante dittatore. È una scelta miope e pericolosa. Ancora più grave è il ruolo di una parte del giornalismo di destra, impegnato in vere e proprie acrobazie retoriche pur di difendere l’indifendibile.

Giornalisti come Maurizio Molinari arrivano a sostenere tesi surreali, come quella secondo cui la Cina sarebbe avvantaggiata da una Groenlandia “libera” e non sotto il controllo statunitense. La realtà è opposta: ciò che davvero avvantaggia la Cina sono le stronzate di Trump, che rendono Pechino un partner infinitamente più affidabile dell’attuale amministrazione americana. Quando l’America appare capricciosa, vendicativa e inaffidabile, chiunque altro sembra automaticamente più serio.

Un’anomalia storica che presenta il conto

Il fatto stesso che un idiota narcisista maligno abbia concentrato su di sé così tanto potere è una grave anomalia storica. E se Trump non riuscirà a instaurare una dittatura vera e propria – ipotesi che solo pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza, ma oggi non lo è più – tutti quelli che gli hanno “baciato il culo” (per usare le sue stesse parole) ne pagheranno il prezzo politico.

I segnali, negli Stati Uniti, già esistono:

  • molti repubblicani iniziano, seppur lentamente, a ribellarsi;
  • diversi senatori lasciano le loro cariche;
  • città e Stati si oppongono apertamente all’“ignobile presidente”.

Eppure, la politica e la stampa europea – soprattutto italiana – sembrano cieche davanti a tutto questo.

L’Europa che guarda e tace

La domanda finale (che nessuno vuole affrontare)

Se Trump sta danneggiando prima di tutto il suo stesso Paese, cosa aspetta il Congresso a bloccarlo?
E soprattutto: cosa aspettano i vertici europei a rivolgersi direttamente al Congresso americano, ignorando un presidente palesemente inadeguato?

La storia insegna che certi regimi crollano non per un singolo gesto eroico, ma per una spallata collettiva. Trump potrebbe subirla, se tutti gli uomini e le donne di buona volontà decidessero finalmente di unirsi contro di lui. Il tempo, però, non è infinito. E il silenzio, oggi, non è neutralità: è complicità.

Trump non è un genio del male né uno stratega visionario. È molto peggio: è un uomo mediocro con un potere spropositato, circondato da opportunisti, adulato da governi deboli e difeso da una stampa che ha smesso di fare il suo mestiere. La storia ci insegna che figure così non crollano da sole: vengono fermate, oppure lasciano macerie.

Se esiste ancora una possibilità di evitare il peggio, passa da una presa di coscienza collettiva. Dal Congresso americano, prima di tutto. Ma anche dall’Europa, che dovrebbe smettere di inseguire il potente di turno e tornare a difendere principi, istituzioni e dignità democratica. Perché quando la politica abdmocrazia abdica, la distopia smette di essere fantasia e diventa cronaca.

Quelli che stanno descrivendo nel modo migliore la presidenza Trump sono i comici. I comici come Jimmy Kimmel, i soggetti come l’uomo arancione e come tutti gli aspiranti dittatori hanno una fottuta paura della satira

Altra categoria che ha grande voce in capitolo su Donald Trump è quella degli psichiatri, Trump è un narcisista maligno con un ego sovradimensionato. Come alcuni psichiatri spiegano la condizione patologica di Trump forse causata dal suo rapporto iper-tossico con un padre autoritario e sminuente, sembra che il presidente non abbia superato l’adolescenza e nemmeno la sua fase edipica.

quindi l’imbarazzante uomo arancione fornisce materiale infinito per comici e psichiatri

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me ed un buon numero di armi e soldati per difenderla.

Riuscirà l’Europa a fare un bagno di realtà e quindi capire che il diritto internazionale non si può difendere solo con retorica e tentativi di mediazione?

Riusciranno i leader europei a incominciare ad affrontare a muso duro l’aspirante dittatore Donald Trump e a non leccare il culo a quest’ultimo come fa l’attuale segretario della NATO Mark Rutte?

Non si imbarazzano i nostri politici, la nostra ‘libera’ stampa, persino i nostri dirigenti dello sport a comportarsi come eunuchi che si prostrano al cospetto dell’imperatore? Chi come la nostra presidente del consiglio e altri leader di destra europei lo fanno nella speranza di un rapporto preferenziale, ignorando il carattere di Trump, al quale non frega un cazzo di nessuno, nemmeno di chi lo lecca riempendolo di complimenti falsi e inutili. Trump adora essere corteggiato, esaltato, ammirato, ecc… ma a conti fatti vuole solo le monete d’oro che hai in saccoccia, costoro non si rendono conto di scatenare solo il disprezzo da parte di chi biasima (per usare un eufemismo) il comportamento dell’idiota arancione senza avere un riconoscimento da questo.

Il leccaculismo non ha mai funzionato causa solo la perdita di dignità.
Voglio dire: cosa aspettiamo ad inviare qualche migliaio di soldati a difendere la Groenlandia come suggerisce il primo ministro inglese Keir Starmer?

La nostra visione, quella Europea intendo è la migliore, la più giusta e a prodotto nel nostro continente molti anni di pace, se il nostro alleato ha cambiato idea, dobbiamo comunque continuare a difenderla anche dall’attuale e pessima amministrazione U.S.A.

Il cielo stellato sopra di noi sarà sempre li, ma legge morale potrebbe dissolversi se non la difendiamo da questi feroci idioti al potere ora negli U.S.A. e non solo.

Trump non ha una strategia come ho spesso scritto, al contrario, è mosso solo dal suo narcisismo maligno, dal suo ego smisurato e da qualche suggerimento da qualcuno al suo livello cognitivo sono i nostri “giornalai” e politici anche di sinistra che insistono nel cercare di affibbiargli una strategia che non ha. Che Trump sia un idiota è un fatto, è uno che confonde il test per la demenza con il test per il QI.

Siamo nelle mani di costui.

LA FINE DEL CAPITALISMO E l’ISTINTO DEL DITTATORE!

Il capitalismo è comunque destinato a fallire, un modello basato sulla crescita continua sia economica che umana (più consumatori) su di un pianeta finito è un assioma il fatto che è destinato a collassare. I paesi che funzionavano abbastanza erano quelli che dal dopoguerra adottarono un regime misto, si libertà di impresa ma anche grande redistribuzione attraverso il welfare. Gli U.S.A. hanno scelto un liberismo sfrenato senza limiti senza redistribuzione del capitale e sopratutto hanno adottato il modello del ‘Laser fair’ di Adam Smith che prevede che se qualcuno si arricchisce oltre misura di riflesso ne beneficia l’intera collettività. Modello che poteva andare bene durante la prima rivoluzione industriale e anche nel primo periodo di crescita degli U.S.A. quando il mondo economico era ancora per lo più vergine. Quando molti politici e anche capitalisti hanno incominciato a capire che dovevano redistribuire le ricchezze, pena il rischio di rivolte popolari, mi viene in mente l’affermazione di Bill Gates: “tassiamo i robot” che vuol dire tassiamo i possessori di robot, molti Tycoon non hanno accettato l’idea e hanno prodotto la reazione, esattamente come successe con l’avvento del fascismo per reprimere le emergenti rivolte popolari di allora.

Trump: “Un idiota alla casa Bianca”, un idiota narcisista maligno, penso che sia un incidente di percorso, si sono manipolate le masse (anche con l’aiuto di forze straniere), ma poi si è perso il controllo di queste, lo dimostra il fatto che il gradimento del mafioso uomo arancione è sceso in pochi mesi al 37%.

Trump non ha una strategia, il soggetto, che in altri tempi sarebbe sotto ricovero coatto agisce di impulso e sembra che quelli che dovrebbero reagire contro di lui si comportino come di fronte ad un pazzo durante una crisi aggressiva, ovvero rimangono totalmente annichiliti.

Trump sono sicuro che è un incidente causato da un uso manipolatorio del web, una sorta di ipnosi collettiva, un incidente che gli U.S.A. e a cascata il resto del mondo rischia di pagare caro. Sono convinto che Trump non ha una strategia è troppo stupido e confuso per averla, ma possiede sicuramente un istinto, l’stinto del DITTATORE!

La destra italiana strumentalizza schifosamente la morte di Charlie Kirk

I MAGA italiani, i nostrani destroti (destra-idioti) sostengono che la scritta “Bella Ciao” su uno dei proiettili di Tyler Robinson faccia riferimento ai partigiani comunisti, quindi è “odio di sinistra”. Allora questa: “If you read this you are gay LMAO” su di un altro proiettile, è una frase contro i gay? “Bella ciao” viene dalla serie “La casa di carta” e Tyler forse avrà scoperto in un secondo momento su internet il significato storico e la canzone.

Il punto è che probabilmente Tyler ha ucciso per motivi personali, per altro un omicidio orrendo, io ho visto il primo video non censurato ed è stato vedere la morte in diretta si capiva da subito che era morto, che quella ferita era mortale. il punto però è il modo schifoso con il quale un presidente imbarazzante vuole strumentalizzare la cosa e quando un giornalista le ha chiesto come stesse in riferimento all’omicidio del suo ‘grande amico’ presidente imbarazzante, lui ha risposto “magnificamente, guarda stiamo costruendo la nuova sala da ballo alla casa bianca…”. Ancora più vergognosi i politici di destra italiani, che come tutti qui in Italia non sapevano manco chi fosse Kirk prima dell’omicidio, ma hanno (in prima istanza Meloni) pensato bene di sfruttarlo a fini elettorali (le prossime regionali) contro la sinistra, sinistra che a mio avviso per la sua mollezza non ha risposto a tono. Personalmente penso che Tyler avesse della rabbia repressa magari anche contro la sua MAGA family. Io penso che quantomeno la sua famiglia abbia avuto delle responsabilità nella sua educazione e nel suo addestramento alle armi. Il punto è che ancora non si sa quali siano le vere motivazioni che hanno armato la mano di Tyler (cosa per altro molto facile in quell’ambiente), ma dopo pochi minuti Trump e i suoi servi sciocchi avevano già dichiarato che era stata la sinistra.

E’ mia opinione che gli idioti siano coloro che danneggiando gli altri non ne traggono un vantaggio per se stessi, anzi danneggiano anche se stessi. Perché Giorgia Meloni, Salvini ed altri destroti seguono cosi acriticamente Trump, visto che quest’ultimo con i suoi fottuti dazi e le sue sparate sta creando problemi all’Europa ed in particolare alle esportazioni italiane?

Sarebbe bello che si tornasse a ragionare.

Non sono stati gli ANTIFA ad uccidere Charlie Kirk, ma lo stesso mondo maga ha prodotto l’omicidio.

Visto Che si è palesato Che il brutale omicidio di Charlie Kirk è stato perpetrato da un ragazzo totalmente appartenente al mondo repubblicano MAGA, della serie ‘se la cantano e se la suonano da soli’, che nel peggiore dei casi si tratta del prodotto di una famiglia a forte impronta religiosa e fanatica, quindi un complicato caso psichiatrico. Sopratutto appurato che non si tratta del complotto di pericolosi gruppi ‘antifascisti‘, I vari politici europei destroti a incominciare da Fratelli d’Italia e Lega non dovrebbero forse chiedere scusa per le loro precipitose esternazioni?

Il terribile omicidio di Charlie Kirk e le speculazioni delle destre americane e nostrane.

Ho visto il primo filmato dell’omicidio di Kirk e devo dire che è stato terribile ed ho avuto profonda pena per l’uomo, nonostante le sue becere proclamazioni. Mi ha però fatto indignare la speculazione schifosa dei MAGA americani e nostrani, sopratutto della presidente del consiglio che come un qualsiasi utente della rete ha subito preso posizione netta ‘senza se senza ma’, come se la sinistra italiana centrasse qualcosa con l’omicidio di Charlie Kirk, senza per altro avere ancora tutte le informazioni. Infatti alla fine sta venendo fuori Che come l’attentatore di Trump anche l’attentatore Tyler Robinson gravitava (almeno prima di cambiare idea) nella galassia Trumpiana, pare che avesse fatto una donazione ai MAGA è inoltre cresciuto in una famiglia Mormone, conservatrice registrata nelle liste repubblicane probabilmente anche ad orientamento MAGA, ma poco importa se il brutale omicidio è stato perpetrato da uno schizzato mentale, prodotto della stessa matrice culturale della sua vittima. Nell’era dei social quello che conta è ‘la narrazione’ sopratutto quella fascista. Sembra che quello che conti di più siano gli slogan sui proiettili, slogan peraltro copiati da videogiochi e serie Netflix.

Purtroppo ancora una volta un proiettile risulta funzionale agli obbiettivi dell’inadeguato attuale presidente americano per fare dimenticare i suoi fallimenti su tutti i fronti, sia in politica economica, sia sulle guerre in corso, ma sopratutto sulla assillante richiesta di pubblicazione anche da parte MAGA degli epstein’s files.

Purtroppo l’inadeguato, cognitivamente limitato, narcisista con ego ipertrofico, presidente americano sembra avere la stessa fortuna (almeno iniziale) di tutti i dittatori.

Riguardo a Giorgia Meloni, una mia vecchia amica amava dire: “Se stavi zitto/a non facevi più bella figura?”.

Quello che diceva Robert De Niro di Trump: “È stato come un padre violento che ha governato la famiglia con la paura e la violenza”

Questo è Donald Trump il peggiore presidente che gli U.S.A. avrebbero mai potuto eleggere… l’hanno fatto!

Dichiarazione di Robert De Niro su Donald Trump:

Ho passato molto tempo a studiare gli uomini cattivi. Ho esaminato le loro caratteristiche, i loro manierismi, la banalità della loro crudeltà. Eppure c’è qualcosa di diverso in Donald Trump.

Quando lo guardo, non vedo un uomo cattivo. Davvero.

Vedo un malvagio.

Nel corso degli anni, ho incontrato qualche gangster qua e là. Questo tizio ci prova, ma non ci riesce. Esiste una regola chiamata “onore tra ladri”.

Sì, anche i criminali di solito hanno il senso del bene e del male. Che facciano la cosa giusta o meno è un’altra storia, ma hanno un codice morale, per quanto contorto possa essere.

Donald Trump non ce l’ha. È un potenziale duro, senza morale né etica. Nessun senso del bene e del male. Non ha rispetto per nessuno tranne se stesso, non per le persone che dovrebbe guidare e proteggere, non per le persone con cui fa affari, non per le persone che lo seguono ciecamente e lealmente, nemmeno per le persone che si considerano suoi “amici”.

Prova disprezzo per tutti loro.

I newyorkesi lo conoscevano da anni, perché avvelenava l’atmosfera e riempiva la nostra città di monumenti al suo ego. Sapevamo in prima persona che non avrebbe mai dovuto essere preso in considerazione per una posizione di leadership.

Nel 2016 abbiamo cercato di mettere in guardia il mondo.

Le conseguenze della sua turbolenta presidenza hanno diviso l’America e scosso New York City oltre ogni immaginazione. Ricordate come siamo stati scossi dalla crisi all’inizio del 2020, quando un virus ha travolto il mondo? Abbiamo convissuto ogni giorno con il comportamento roboante di Donald Trump sulla scena nazionale e abbiamo sofferto vedendo i nostri vicini ammucchiati nei sacchi per cadaveri.

L’uomo che avrebbe dovuto proteggere questo Paese lo ha messo in pericolo con la sua incoscienza e impulsività. È stato come un padre violento che ha governato la famiglia con la paura e la violenza. Questa è stata la conseguenza dell’ignorare l’avvertimento di New York. La prossima volta, sappiamo che andrà peggio.

Non ci sono dubbi: Donald Trump, che è stato messo sotto accusa due e quattro volte, rimane uno sciocco. Ma non possiamo permettere ai nostri concittadini americani di liquidarlo come tale. Il male prospera all’ombra di una presa in giro sprezzante, quindi dobbiamo prendere molto sul serio il pericolo che Donald Trump rappresenta.

Quindi oggi lanciamo un altro avvertimento. Da questo luogo in cui Abraham Lincoln parlò, proprio qui nel cuore pulsante di New York, al resto dell’America:

Questa è la nostra ultima possibilità.

La democrazia non sopravviverà al ritorno di un aspirante dittatore.

E il male non sarà sconfitto se saremo divisi.

Quindi cosa possiamo fare al riguardo? So che sto predicando a chi è convinto. Quello che stiamo facendo oggi è prezioso, ma dobbiamo portare il presente nel futuro, portarlo fuori da queste mura.

Dobbiamo rivolgerci a quella metà del nostro Paese che ha ignorato i pericoli di Trump e, per qualsiasi motivo, sostiene la sua ascesa alla Casa Bianca. Non sono stupidi e non dovremmo condannarli per aver preso una decisione stupida. Il nostro futuro non dipende solo da noi. Dipende da loro.

Rivolgiamoci ai sostenitori di Trump con rispetto.

Non parliamo di “democrazia”. La “democrazia” potrebbe essere il nostro Santo Graal, ma per altri è solo una parola, un concetto, e abbracciando Trump gli hanno già voltato le spalle.

Parliamo di giusto e sbagliato. Parliamo di umanità.

Parliamo di gentilezza. Sicurezza per il nostro mondo. Sicurezza per le nostre famiglie. Decenza.

Diamo loro il benvenuto.

Non li otterremo tutti, ma possiamo ottenerne abbastanza per porre fine all’incubo di Trump e realizzare la missione di questo “Stop Trump Summit”.

* Questa dichiarazione, secondo una fonte, è stata fatta nel 2024, prima delle elezioni, in un contesto di allerta e mobilitazione per impedire a Donald Trump di tornare alla Casa Bianca. È noto che è un magnate, con mille dollari. Nel suo primo governo, è stato fermato dalla pandemia, ma oggi, fedele alle sue promesse, farà tutto il possibile per mantenerle. E poi? Cosa succederebbe se tutti i paesi latinoamericani chiudessero le frontiere con i nordamericani e non fornissimo loro il nostro cibo per la loro popolazione “gringo”? Cosa succederebbe se non fornissero loro il petrolio?

So che i nostri popoli latini e fratelli si unirebbero contro un apprendista tiranno. Il problema sono i nostri rappresentanti, le cosiddette autorità, che non hanno nemmeno un cognome in quanto autorità, rappresentanti del popolo. A proposito, Trump ha radici europee immigrate. In altre parole… solleva corvi e… Un immigrato che deporta un altro immigrato; risposta: è in competizione con lui. Almeno formalizzi il suo status e ottenga la residenza.

A questo ritmo, l’amministrazione Trump dovrà deportare metà del Paese (i latinoamericani che hanno votato indirettamente per lui), cosa illogica e antipatriottica, poiché viola uno degli emendamenti fondamentali della Costituzione americana che letteralmente recita: “Chiunque nasca negli Stati Uniti è cittadino americano con tutti i suoi diritti e doveri…” George Washington (qualcosa del genere, a quanto ho capito)

Va bene deportare gli immigrati clandestini, ma… negare la cittadinanza a chi è nato sul suolo dello Zio Sam? Trump si sta mettendo nei guai. La realtà sta superando la finzione. È il miglior film di fantascienza che abbia mai visto. Non so se ridere o piangere, ma, per l’amor del cielo, merita l’Oscar come miglior attore, cosa che non sono riuscito a fare nemmeno da giovane…

Il Vertice di Anchorage: Trump un Fiasco e Putin Trionfa (E il sospetto di un Ricatto…)

In primo piano

Una sceneggiatura già vista (o meglio una sceneggiata)
L’incontro di ieri, 15 agosto 2025, tra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage, Alaska, è stato annunciato, dai media e da molti osservatori, come un evento a dir poco epocale, e mi viene da chiedere perché? Visto che oramai sappiamo che c’è un idiota alla Casa Bianca. Immagina: tappeto rosso, fanfara, flyover militari, un ambiente studiato per trasmettere una candidatura a premio Nobel per la pace. Ma alla fine, niente di tutto ciò si è concretizzato: un fallimento preannunciato che ha lasciato tutti a bocca aperta.

Nessun accordo raggiunto nessun cessate il fuoco, insomma il solito uomo arancione utilizzatore seriale di superlativi ma che alla fine produce solo aria fritta. Devo anche fare notare che sembra essersi sgonfiato il suo solito ego ipertrofico con il boss russo, è cosi tanto affascinante Putin per Trump che “ch’ogne lingua deven tremando muta”, o (rasoio di Occam) Putin è in possesso di una qualche arma di ricatto nei confronti dell’imbarazzante inquilino della casa bianca? Come diceva Andreotti: ‘a pensar male si fa peccato ma…’. Ma no forse è solo pura fascinazione tipo l’Hitler della prima ora con Mussolini, certo è che se l’immagine è tutto l’immagine è questa

Conclusione: un altro capitolo imbarazzante
Il vertice di Anchorage si chiude quindi come l’ennesima performance vuota: l’immagine ideata supera la sostanza, e Putin ne esce rafforzato sulla scena globale, mentre Trump appare come un attore in difficoltà, con troppi sorrisi e poche carte in mano. La domanda mi sorge spontanea: quando la smetteranno i media e i politici destroti di fare pubblicità all’uomo più imbarazzante del pianeta, facendo apparire la candidatura per il Nobel non una colossale STRONZATA, ma una cosa possibile?

2 galli nello stesso pollaio

In primo piano

Two Roosters, One Coop: Why Trump and Musk Were Bound to Clash

Come avevo scritto tempo fa due galli nello stesso pollaio non possono convivere e come scrissi un po’ speravo che quello che è successo succedesse, perché qualsiasi cosa indebolisca l’amministrazione Trump per me è un fatto molto positivo. Ancora non mi capacito come gli americani abbiano potuto eleggere una figura così inadatta (per usare un eufemismo) a governare un condominio, figuriamoci il paese più potente del mondo. Non era difficile da prevedere però lo scontro tra due narcisisti patologici con un ego ultra smisurato, gli unici a non vedere l’inaffidabilità (anche qui per usare un eufemismo) di Donald Trump sono il nostro destroso governo e sui servi giornalisti che proprio non riescono a dire (perché non possono non vederlo) che il re è nudo.

Mi immagino a volte se fosse Biden a fare un decimo delle stronzate che fa Trump cosa scriverebbero i soliti pronisti (ultima evoluzione del cronista) fedeli al governo MelonI.

Back when Trump took office, I wrote that his friendship with Elon Musk wouldn’t last. It wasn’t hard to see why. You can’t have two alpha males in the same henhouse — eventually, the feathers fly.

Both men thrive on dominance, headlines, and disruption. For a while, their interests overlapped. But power doesn’t like to share the spotlight, and ego rarely plays well with others.

So here we are, watching the inevitable fallout unfold. Just like I predicted: two roosters, one coop — it was only a matter of time.

Inoltre il presidente amerikano (fa senso anche solo definirlo presidente) ha ‘spiegato’ che Zelensky e Putin sarebbero come due bambini che litigano, la cosa assurda è che lui è un bambino da sempre, un bambino capriccioso ed egoista e si sta ora scontrando con un altro bambino se vogliamo usare una metafora diversa dai galli nel pollaio. Spero che arriverà il giorno che questa sorta di ipnosi collettiva si dissolva, che il trompe l’oeil sveli l’illusione e che il Re si veda per quello che è un coglione nudo

due bambini con un enorme ego