Vannacci un film già visto.

“Finalmente è arrivato quello giusto, quello nuovo, colui che sistemerà le cose”. Appunto un film già visto. Vannacci un film gia visto

Signore… è arrivato l’arrotino! Ohh scusate volevo dire è arrivato il generalissimo Vannacci colui che remigrerà i non ariani, ops volevo dire i non italiani, o meglio italioti, italiota = italiano + idiota, per chi non lo avesse capito.

Con tutta la buona volontà io il popolo bue non lo capirò mai. La Meloni, Salvini e tanti altri che ora sono al governo dicevano le stesse identiche cose quando stavano all’opposizione, le solite bullshit come il ‘blocco navale’, ‘la remigrazione’, ecc.. per poi scoprire che quando vanno al potere non le fanno, semplicemente perché tecnicamente inattuabili, a meno di non ritornare ai campi di sterminio nazisti (che a qualcuno so, andrebbero pure bene), queste cose non si possono fare, anzi si fa il decreto flussi perché servono badanti e raccoglitori di pomodori.

Negli U.S.A. è stato eletto il più incapace, inadeguato, imbarazzante e corrotto essere che si potesse immaginare nei fumetti Marvel, come cattivo di turno nemico dell’Uomo Ragno, per di più eletto per la 2° volta, quando si dice: ‘errare è umano ma…’ per poi scoprire che l’aspirante Re è nudo. Abbiamo avuto in Europa Orban altro governo corrotto. Il populismo sovranista ha più volte mostrato la sua faccia corrotta e fallimentare per i paesi che lo hanno e lo stanno subendo. Eppure idioti intestarditi, quando si presenta il clone dell’ultimo pagliaccio in stile Trump e come se resettassero il cervello e perdessero la memoria, non del fascismo, del nazismo o del vecchio blocco sovietico, ma la memoria di qualche mese fa, in alcuni casi di qualche settimana fa. Purtroppo molti individui votano per fede, se scoprono che la madonna di Medjugorje è una truffa aspettano che qualcuno si inventi un altro ‘miracolo’ in un altro posto, per poi aderire acriticamente a quest’ultimo, fino al prossimo disvelamento e, via così. Un incubo infinito che con una sinistra pavida che continua a gridare al ‘pericolo fascista’ senza mai rifondare il CLN, questo incubo sarà un loop infinito.

I miliardari come Elon Musk pensano di essere gli eletti, invece hanno avuto solo un grande culo!

I nuovi aspiranti dittatori ultra ricchi come Elon Musk Peter Thiel e pochi altri, soggetti ai quali è stato permesso di raggiungere ricchezze stratosferiche e sopratutto poteri illimitati, poteri e ricchezze inaccettabili solo pochi anni fa ma che attualmente sembrano normali.

In un epoca leggermente diversa molto probabilmente questi individui di dubbia moralità non avrebbero avuto il successo che hanno avuto oggi. Le variabili sono infinite il successo economico di queste dimensioni è statisticamente molto improbabile, per questo motivo questi brutti ceffi si sentono gli eletti, gli dei dell’olimpo e considerano il prossimo solo uno strumento o peggio solo un fastidio.

In verità sono anche loro dei banali idioti come tutti gli altri, solo perché hanno avuto una fortuna sfacciata, non vuol dire che siano persone speciali, come loro credono di essere, sarebbe come se lo spermatozoo che feconda l’ovulo su altri milioni di concorrenti si sentisse l’unto del signore. Questi soggetti che vogliono farci scuola su come avere successo, scrivono libri come: “l’arte di fare affari”, scritto da quell’imbarazzante uomo arancione che è riuscito a diventare il presidente del paese che una volta era considerato il più importante del mondo, ma da quando c’è lui alla guida è stato declassificato al punto che nemmeno i turisti ci vogliono più andare a passare le vacanze. Ripeto in realtà Trump come Elon Musk e la cerchia della “paypal mafia” hanno solo avuto CULO, un grandissimo CULO, ma pur sempre culo. Loro direbbero che si tratta di duro lavoro, ed è vero ma quante altre centinaia di miglia di persone hanno lavorato si sono impegnate fino all’ultima goccia di sudore e sangue ma senza diventare milionari o addirittura miliardari. Il più delle volte i soggetti più intelligenti, come fisici, matematici, tecnici di ogni tipo, geni come Enstein non diventano nemmeno benestanti, spesso perché essendo cosi intelligenti si pongono obbiettivi molto più importanti del mero arricchimento personale, anzi spesso la ricchezza è qualcosa di antitetico alla loro personalità, anzi riguardo al successo economico si muovono in maniera ingenua, mi viene in mente Nikola Tesla che morì in una condizione di indigenza.

Personalmente ho la sensazione che troppa intelligenza sia un limite al successo economico personale mentre hanno più possibilità quelli molto meno intelligenti, con una bassa sensibilità e altrettanto bassa moralità a diventare ricchi e potenti come l’attuale presidente U.S.A. Donald Trump con palesi limitatissime capacità cognitive, compensate da un enorme ego e una feroce aggressività, che coadiuvata da una altrettanto grande pavidità di chi gli sta intorno e sopratutto dei famosi ‘contrappesi’ riesce a scalzare tutti coloro che invece hanno limiti sopratutto etici. Come le turbe psichiatriche di Hitler hanno favorito le sue invasioni, così quelle di Trump hanno favorito la sua ascesa al massimo potere negli U.S.A… Con conseguenti altre invasioni.

Passiamo a esplicazioni più scientifiche, tipo:
il “bias del sopravissuto” (Survivorship Bias)


L’esempio classico è:

  1. 10.000 imprenditori aprono un’azienda.
  2. 9.990 falliscono.
  3. 10 hanno un successo straordinario.

Quando intervisti i 10 sopravvissuti, tutti raccontano la loro strategia vincente. Nessuno può raccontare la strategia dei 9.990 falliti, anche se magari era identica.

Lo scrittore e matematico Nassim Nicholas Taleb ha costruito gran parte della sua opera su questa idea.

Nei libri Fooled by Randomness e The Black Swan sostiene che:

Gli esseri umani tendono a raccontarsi storie causali dopo gli eventi, attribuendo il successo alle proprie qualità e ignorando il ruolo enorme della casualità.

Taleb arriva quasi a sostenere che molti miliardari siano semplicemente i “vincitori della lotteria statistica” che poi costruiscono una narrazione meritocratica attorno alla loro fortuna.

La teoria matematica della distribuzione a coda lunga

Molti fenomeni economici seguono una distribuzione “power law”.Pochissime persone accumulano enormi ricchezze mentre la maggioranza rimane molto distante.

In queste distribuzioni, piccoli vantaggi iniziali possono produrre differenze gigantesche nel risultato finale.
Un investitore che incontra la persona giusta al momento giusto può trovarsi improvvisamente miliardario. Pensiamo per esempio ha chi (magari per pagare qualche servizio illegale) comprò i primi Bitcoin

Poi, per me i soldi sono come la materia tendono ad aggregarsi, come fa la sabbia lasciata libera in assenza di gravità,

Il successo eccezionale richiede quasi sempre tre ingredienti:

  1. talento;
  2. lavoro;
  3. fortuna.

Per i successi normali bastano spesso i primi due.

Per i successi straordinari il terzo diventa indispensabile.

Chi fallisce tende a sottovalutare il proprio merito.

Chi ha un successo straordinario tende a sottovalutare la propria fortuna.

il vangelo della ricchezza è un deep fake!

La cattiveria come programma politico: Trump, l’Europa servile e il silenzio del Congresso

Quando la cattiveria diventa consenso

Viviamo in un’epoca inquietante, in cui la cattiveria sembra essere diventata un valore sufficiente per ottenere consenso. Non servono più talento, intelligenza, empatia o buon senso: basta urlare più forte degli altri, umiliare, minacciare, dividere. In questo scenario, la figura di Donald Trump appare come il simbolo perfetto di una degenerazione politica e culturale che sta trascinando con sé non solo gli Stati Uniti, ma l’intero equilibrio occidentale

.

Trump non ha una strategia: ha solo potere

Trump è senza vergogna e senza talento. Non possiede una visione, né una strategia coerente. Sembra piuttosto di vivere in una Gotham City senza Batman, dove il caos regna e nessuno sembra davvero in grado – o disposto – a intervenire. Le analogie storiche sono scomode, ma inevitabili: Benito Mussolini e Adolf Hitler insegnano che certi segnali non vanno mai sottovalutati. Il tentativo di golpe del 6 gennaio non è stato folklore politico, ma un precedente gravissimo, una frattura nella democrazia americana.

Il Congresso e il fallimento dei contrappesi

Perché il Congresso non lo ferma?

La domanda centrale resta questa: perché il Congresso degli Stati Uniti non interviene con decisione?
Perché Trump non viene trattato per ciò che è politicamente: un soggetto profondamente inadeguato, instabile, incapace di gestire il potere che gli è stato consegnato?

È un errore enorme continuare ad attribuirgli una strategia. Trump non ne ha una. Si comporta come un bambino viziato che sbatte i piedi quando le cose non vanno come vuole. Ogni sua decisione nasce da risentimento personale, narcisismo patologico e desiderio di rivalsa, non da calcolo geopolitico.

Un esempio emblematico è il mancato endorsement a María Corina Machado. Non c’entra la sua adeguatezza o meno come leader: dal punto di vista di Trump, Machado rischiava di oscurarlo, persino simbolicamente, con l’ipotesi di un Premio Nobel. Ed ecco allora la reazione infantile: ostacolarla e, allo stesso tempo, rivendicare per sé un riconoscimento che non ha mai meritato, arrivando persino a “regalare” pateticamente premi e meriti come se fossero giocattoli.

L’Europa complice e l’Italia servile

Il problema non è solo americano. Giorgia Meloni e il suo governo stanno progressivamente mettendo l’Italia al servizio di un aspirante dittatore. È una scelta miope e pericolosa. Ancora più grave è il ruolo di una parte del giornalismo di destra, impegnato in vere e proprie acrobazie retoriche pur di difendere l’indifendibile.

Giornalisti come Maurizio Molinari arrivano a sostenere tesi surreali, come quella secondo cui la Cina sarebbe avvantaggiata da una Groenlandia “libera” e non sotto il controllo statunitense. La realtà è opposta: ciò che davvero avvantaggia la Cina sono le stronzate di Trump, che rendono Pechino un partner infinitamente più affidabile dell’attuale amministrazione americana. Quando l’America appare capricciosa, vendicativa e inaffidabile, chiunque altro sembra automaticamente più serio.

Un’anomalia storica che presenta il conto

Il fatto stesso che un idiota narcisista maligno abbia concentrato su di sé così tanto potere è una grave anomalia storica. E se Trump non riuscirà a instaurare una dittatura vera e propria – ipotesi che solo pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza, ma oggi non lo è più – tutti quelli che gli hanno “baciato il culo” (per usare le sue stesse parole) ne pagheranno il prezzo politico.

I segnali, negli Stati Uniti, già esistono:

  • molti repubblicani iniziano, seppur lentamente, a ribellarsi;
  • diversi senatori lasciano le loro cariche;
  • città e Stati si oppongono apertamente all’“ignobile presidente”.

Eppure, la politica e la stampa europea – soprattutto italiana – sembrano cieche davanti a tutto questo.

L’Europa che guarda e tace

La domanda finale (che nessuno vuole affrontare)

Se Trump sta danneggiando prima di tutto il suo stesso Paese, cosa aspetta il Congresso a bloccarlo?
E soprattutto: cosa aspettano i vertici europei a rivolgersi direttamente al Congresso americano, ignorando un presidente palesemente inadeguato?

La storia insegna che certi regimi crollano non per un singolo gesto eroico, ma per una spallata collettiva. Trump potrebbe subirla, se tutti gli uomini e le donne di buona volontà decidessero finalmente di unirsi contro di lui. Il tempo, però, non è infinito. E il silenzio, oggi, non è neutralità: è complicità.

Trump non è un genio del male né uno stratega visionario. È molto peggio: è un uomo mediocro con un potere spropositato, circondato da opportunisti, adulato da governi deboli e difeso da una stampa che ha smesso di fare il suo mestiere. La storia ci insegna che figure così non crollano da sole: vengono fermate, oppure lasciano macerie.

Se esiste ancora una possibilità di evitare il peggio, passa da una presa di coscienza collettiva. Dal Congresso americano, prima di tutto. Ma anche dall’Europa, che dovrebbe smettere di inseguire il potente di turno e tornare a difendere principi, istituzioni e dignità democratica. Perché quando la politica abdmocrazia abdica, la distopia smette di essere fantasia e diventa cronaca.

Quelli che stanno descrivendo nel modo migliore la presidenza Trump sono i comici. I comici come Jimmy Kimmel, i soggetti come l’uomo arancione e come tutti gli aspiranti dittatori hanno una fottuta paura della satira

Altra categoria che ha grande voce in capitolo su Donald Trump è quella degli psichiatri, Trump è un narcisista maligno con un ego sovradimensionato. Come alcuni psichiatri spiegano la condizione patologica di Trump forse causata dal suo rapporto iper-tossico con un padre autoritario e sminuente, sembra che il presidente non abbia superato l’adolescenza e nemmeno la sua fase edipica.

quindi l’imbarazzante uomo arancione fornisce materiale infinito per comici e psichiatri

Trump fa paura al mondo intero.

In primo piano

Tutti dovrebbero avere paura dell’assurdo uomo arancione, si perché Trump racchiude diverse caratteristiche molto pericolose: 1) Trump è fondamentalmente una persona cattiva, rancorosa, è di fatto un narcisista maligno caratteristica di quasi tutti i dittatori,
2) Trump è tutt’altro che intelligente, dice di esserlo solo perché confonde i test demenza con i test per il QI,
3)Trump non ha (probabilmente caratteristica di chi soffre di narcisismo patologico) nessun tipo di empatia, anzi considera questa una grave debolezza.
Ma il pericolo dell’aspirante cesare è dato sopratutto dalla pavidità di coloro che attacca, in primo luogo i leader europei che abbozzano al cospetto di Trump, anzi diciamo pure che si pongono ad angolo retto.
Trump è un bullo e i bulli vanno affrontati a muso duro alla prima richiesta della tua merenda, se cedi ti aspetterà fuori da scuola tutte le mattine. Sopratutto gli americani che ancora possiedono qualche neurone e che non sono ricattabili per cittadinanza o altro dovrebbero scendere in piazza e fare casino contro il brutto re. Altra cosa che lo rende molto pericoloso è il fatto che sta perdendo parecchi consensi sopratutto in ambito MAGA e questo lo fa sentire un topo all’angolo, non mi stupirebbe che scateni una guerra per bloccare le prossime elezioni di mid term, dove potrebbe esserci una blu wave che lo renderebbe “anatra zoppa” e sa che perso lo strapotere che ha ora potrebbe essere persino incriminato. Se aggiungiamo anche che potrebbe avere un inizio di demenza precoce il quadro si incupisce ulteriormente visto come diventano più aggressivi i vecchi colpiti da questo genere di patologie.

Ha invaso un paese sovrano, ha rapito il suo leader (anche se era un feroce dittatore), dopo di che ha minacciato mezzo mondo, in particolare la Groenlandia. I nostri governanti in particolare il nostro presidente del consiglio devono smettere di baciargli la pantofola (per usare un eufemismo) sperando di trarne un qualche vantaggio, ma trattarlo per quello che è: UN ASPIRANTE DITTATORE.

l Re è nudo, o meglio c’è un idiota alla Casa Bianca

l Re è nudo è li è palese, visibilissimo, ma le destre repubblicane MAGA amerikane sono oramai sotto una ipnosi collettiva un mix tossico di evangelismo da predicatore televisivo e imbonitori televisivi, l’altra parte dei repubblicani sono colpevolmente allineati a Trump anche quelli come l’imbarazzante vicepresidente che in passato criticò aspramente il mafioso arancione ed ora è più realista del Re, ancora più colpevole degli altri (avendo letto il libro di JD Vance devo dire che non sembrava un idiota come quegli individui MAGA che trascinano le croci con le rotelle). I democratici si comportano come se fossero stati spaventati da un qualche essere mostruoso saltato fuori da un cespuglio all’improvviso, sono freezati come un pc al quale si dati troppi input in poco tempo.

L’Europa si è genuflessa in maniera vergognosa, i giornalisti di destra sono altrettanto vergognosi quando come la Meloni tentano di normalizzare Trump che di normale non ha niente, sparano c*****e sul presunto odio della sinistra contro un influencer che sull’odio ci ha fatto la sua fortuna, comunque ammazzato da qualcuno che era molto più simile a lui che a qualsiasi ‘antifa’, ma questo anche politici e opinionisti di sinistra non lo ribadiscono mai.

Il Re è nudo, o meglio c’é un idiota alla Casa Bianca, senza cultura probabilmente con un QI molto basso che ovviamente si può solo circondare di gente più stupida di lui, per non sentirsi minacciato (vedi Elon Musk) , ne risulta che nessuno dice più niente su quello che dice l’imbarazzante uomo arancione, perché come diceva forse Oscar Wilde: “E’ inutile discutere con gli idioti, perché ti trascinano al loro livello e ti battono con l’esperienza”.

Trump è il cagnolino di Netanyahu?

Il 13 giugno 2025 Israele ha lanciato l’Operazione Rising Lion, colpendo impianti nucleari iraniani – Natanz, Fordow e Isfahan – in una mossa autonoma su ordine del primo ministro Benjamin Netanyahu newyorker.com+4en.wikipedia.org+4en.wikipedia.org+4. Nove giorni dopo, tra il 21 e il 22 giugno, gli Stati Uniti hanno compiuto un pesante bombardamento con ordigni bunker-buster e missili Tomahawk, definito Operation Midnight Hammer

Secondo la Carnegie Endowment, Netanyahu ha esercitato una «pericolosa influenza» su Trump durante la guerra carnegieendowment.org+1e24.no+1. Commentatori e opinione pubblica concordano: Trump ha subito pressioni da Netanyahu – unite a falchi repubblicani come Graham e Cruz – spingendolo a partecipare militarmente .

Così come osserva un’analisi sul Forward, sebbene Trump fosse predisposto al confronto, Netanyahu ha accelerato e “spedito” la decisione, operando una sorta di coercizione strategica .

Trump – fino a giugno 2025 – aveva adottato l’approccio “America First” con alta pressione economica, sanzioni e tentativi di negoziato (campagna “maximum pressure”) theguardian.com. Ma di fronte alla mossa israeliana, Trump prima si era distaccato, poi si è convinto a lanciare i bombardamenti, definendoli “spettacolari” .

Secondo il Wall Street Journal, Trump ha sostenuto la svolta come un’azione cruciale di deterrenza con Israele . Dall’altra parte, editorialisti di Washington Post e Guardian criticano la mossa come un salto bellico senza solide basi diplomatiche o approvazione del Congresso forward.com+3washingtonpost.com+3washingtonpost.com+3.

Pur non essendoci prove di minaccia diretta, analisti ritengono che Trump abbia modellato la sua decisione sulle richieste israeliane, passando da un approccio diplomatico moderato a un intervento militare deciso . L’ipotesi di “richiesta di aiuto sotto pressione” appare plausibile: Netanyahu aveva già iniziato i raid nove giorni prima, creando un “fatto compiuto” al quale Trump non poteva sottrarsi.

Trump come i bambini fa i capricci ed aspetta la reazione degli adulti. Non descriviamolo più intelligente di quello che è!

No ha un piano non ha un business plan ma come i bambini provoca il genitore, vede come reagisce e la volta dopo aggiusta il tiro, questo è quello che fa il neo eletto (purtroppo) presidente degli Stati Uniti.

Anche qui in Italia ci sono politici e giornalisti, ovviamente per lo più di destra che attribuiscono a Donald Trump una sorta di pensiero strategico, un operare con uno scopo preciso, alcuni di questi si sono inventati la tattica dei dazi all’Europa per convincerla a rinunciare agli scambi commerciali con la Cina invitandoci anche a mettere dazi a nostra volta a quest’ultima. A big bull shit, grandissima cazzata, Trump non è in grado di sviluppare pensieri lineari anche semplici, figuariamoci una macchiavellica strategia economica come quella descritta. Aldilà del fatto che i dazi sono una misura pessima, assurda, devastante e controproducente, praticamente da idioti, visto che il soggetto più danneggiato è proprio colui che emette i dazi, non mi viene in mente nemmeno un economista d’accordo all’uso dei dazi, anzi persino uno dei presidenti più conservatore e liberista come Ronald Regan era fortemente contro i dazi come si evince dal filmato sotto.

Si sembra incredibile che debba rimpiangere Regan, ma messo a confronto a Trump si vede il profondo abisso tra uno presidente repubblicano iper conservatore, ma comunque uno statista, mentre Trump risulta essere il bullo ignorante lontano anni luce dalle capacità dialettiche di Regan.

Assisto ad un continuo volere normalizzare la figura di Trump, ovviamente sopratutto dai media di destra, ma vedo anche dai media di sinistra una sorta di attenuazione quasi sonora delle affermazioni imbecilli del presidente amerikano, per esempio scrivere che Trump ha detto ‘baciare la pantofola’ anziché ‘baciare il culo’. I suoi oppositori sono confusi ed imbarazzati, come si rimane confusi ed imbarazzati di fronte ad un malato mentale che gioca con la sua merda., confusi ed imbarazzati come al ristorante con un amico ubriaco che molesta gli astanti. Donald Trump andrebbe trattato per quello che è, se è indecente va trattato da indecente senza pèhotoshopparlo per renderlo accettabile al gusto pubblico, facendo così gli interessi di tutti quei sovranisti paleonazisti che lo apprezzano proprio perché tracotante, maleducato, ignorante e sopratutto inaffidabile.

solo i cretini di questo governo sostengono che Trump abbia ‘un piano’.

Se l’America perde la vergogna, è dittatura: l’ascesa di Trump e la minaccia globale

In primo piano

L’elezione di Donald Trump ha scosso profondamente gli equilibri politici internazionali, rivelando tendenze autoritarie che minacciano la democrazia non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. La sua retorica aggressiva e le politiche protezionistiche stanno ridefinendo le relazioni internazionali, mettendo in discussione valori fondamentali come la libertà e la giustizia.

In Europa, molti leader politici sembrano impegnati in un pericoloso esercizio di normalizzazione delle azioni di Trump. Ad eccezione del nostro Presidente della Repubblica, la maggior parte cerca di presentare il nuovo presidente americano come un individuo con una strategia, sebbene discutibile, quasi giustificandone le mosse. Figure come Matteo Salvini esprimono un sostegno incondizionato, arrivando a preferire leader autoritari come Putin al nostro stesso Presidente, Sergio Mattarella. Questa tendenza a minimizzare o giustificare comportamenti estremi rappresenta un grave pericolo per la tenuta democratica.

Il pericolo della perdita di vergogna. Ci sono politici come Giuseppe Conte e giornalisti alcuni come Marco Travaglio di tutto rispetto (almeno per me che seguo dal 1° numero del ‘Fatto Quotidiano’), i quali sostengono che Trump abbia semplicemente “tolto il velo” sugli Stati Uniti, rivelando realtà preesistenti. Tuttavia, è proprio questo atto di svelamento, privo di vergogna, che apre la strada alla dittatura. La mancanza di pudore, l’arroganza e la violenza verbale sono segnali di un aspirante dittatore che non riconosce limiti, mettendo a rischio le fondamenta stesse della democrazia. La storia ci insegna che la normalizzazione di atteggiamenti autoritari può avere conseguenze disastrose. Quando Benito Mussolini, dopo tre anni di governo con i liberali, si tolse il velo, iniziò la dittatura fascista. Oggi, l’atteggiamento di Trump e la sua mancanza di freni richiamano pericolosamente quei tempi bui. La comunità internazionale deve rimanere vigile e non sottovalutare i segnali di una possibile deriva autoritaria. La situazione attuale richiede una riflessione profonda e una presa di posizione decisa contro la normalizzazione di comportamenti autoritari. La storia ci ha mostrato i pericoli di edulcorare il dissenso e di accettare passivamente l’ascesa di leader che minacciano la democrazia. È fondamentale mantenere alta la guardia e difendere con forza i valori democratici che sono alla base delle nostre società.

Madri che uccidono i loro figli, la massima espressione di un feroce egoismo.

Il caso di Alessia Pifferi è mia opinione che sia ancora più orribile di quello per esempio di quello di Cogne, nell’omicidio perpretato da Anna Franzoni appare palese comunque una grande sofferenza ed una grande emotività, in poche parole un gravissimo disturbo mentale. La leggerezza emotiva (potrei sbagliarmi) che ho percepito dal recente infanticidio, è decisamente inquietante, i ricorda la dinamica di certi nazisti e di certi psicopatici, intesi come menti prive della minima empatia. Alessia Pifferi mette davanti una banale relazione alla vita della figlia. Mi sconvolge anche la potente pigrizia mentale, visto che se l’impulso di scopare con il suo uomo fosse stato cosi impellente, avrebbe comunque potuto gestire la cosa in mille modi diversi, modi che non implicavano la morte per stenti. Avrebbe potuto chiamare una baby sitter, avrebbe potuto abbandonarla in un luogo pubblico, avrebbe potuto l’asciarla in una chiesa, un abbandono non è comunque un omicidio. Ma lei niente, sua figlia non valeva nemmeno uno sforzo mentale un ragionamento. Il suo schifoso egoismo comunque si verifica da molto prima, con buona pace di quegli idioti che vorrebbero eliminare l’aborto, molto meglio non fare nascere un bambino che ucciderlo quando incomincia ad acquisire la consapevolezza del mondo che lo circonda.

Se la Franzoni mi smuoveva oltre alla pena per il bambino, sopratutto una forte pena per lei, questa mi smuove solo rabbia, detesto l’egoismo sopratutto quando è cosi eccessivo ed inutile. L’indifferenza di una madre verso il proprio figlio è più destabilizzante della volontà patologica di uccidere. Paradossalmente si accetta di più un atto di follia estrema che l’indifferenza estrema verso un bambino. Sono cresciuto in una famiglia dove se non c’era qualcosa per tutti comunque la precedenza era per noi bambini, nel paese del: “i figli so pezzi e core” questa egoistica cattiveria diventa inaccettabile.

Mi chiedo se questa donna un giorno si svegli dal suo assurdo sonno della ragione e come Carlo Lissi (anch’esso uccise moglie e figli per una potenziale relazione con una collega che probabilmente non si sarebbe mai realizzata nemmeno se fosse stato libero) rinunci ad un alleggerimento della pena, alla luce della coscienza ritrovata.

Natura bellissima!

Natura bellissima! Peccato che questo in nessuna parte del mondo è merito dei popoli che la abitano, anzi…

Ho idee di sinistra sono decisamente anti-fascita e per parecchi anni sono stato anche comunista. Quello che mi stupisce come tante persone socialiste, comuniste, antifasciste, abbiano tutta questa stima per Putin e la sua nomenclatura, visto che sono di fatto più nazifascisti che mai, tante che Forza Nuova come tanti altri movimenti di estrema destra fanno o comunque facevano tutti riferimento alla leadership russa.

Se Putin fosse vissuto prima della rivoluzione d’ottobre sarebbe stato senz’altro un feroce controrivoluzionario.

Questa storia della denazificazione è una bella cazzata. Come direbbe Forrest Gump: “nazista è chi il nazista fa”. Che poi gli Stati uniti a loro volta siano un paese di merda se ne può discutere.