Facciamo decollare i nostri caccia o viviamo sotto il costante ricatto mafioso di Putin

Alla fine il tanto criticato Biden aveva per la seconda volta ragione: “Putin è un macellaio”.l'opera del MACELLAIO Dopo Bucha con la schifosa strage dei civili il dittatore russo ha svelato il suo volto per chi ancora aveva dei dubbi dopo i massacri in Cecenia e in Siria.

Con l’informazione russa completamente manipolata dalla dittatura di Putin, pur avendoci la Russia abituati a colpi di scena improvvisi le probabilità che si verifichi un cambio di regime sono prossime allo zero, visto che il macellaio sembra avere l’80% del sostegno popolare. La disinformazione produce mostri, in quanto produce il “sonno della ragione”.

Quindi cosa facciamo? Finalmente si parla di embargo sul gas, ma non penso che la cosa sia rapida e realmente efficace.

Putin come quell’altro attrezzo che ha appena rivinto le elezioni in Ungheria, sono piccoli uomini, che per una serie fortuita di eventi si sono trovati ad avere un immeritato e pericoloso strapotere, potere consolidato in seguito a modifiche costituzionali e controllo totale dell’informazione. I feroci piccoli uomini come ci ha insegnato la storia, mi correggo: come avrebbe dovuto insegnarci la storia, si abbattono non si possono convincere. FACCIAMO DECOLLARE I NOSTRI CACCIA, non ci sarà il conflitto nucleare minacciato dal Kremlino, quello di Putin è uno schifoso bluff sulla pelle degli ucraini e dell’occidente. Rispondere a Putin in maniera così blanda come si è fatto fino ad ora, da adito agli altri dittatori (compresi quelli che ora sembrano spendersi per i colloqui di pace) di impossessarsi dei territori che più gli garbano.

E’ mia opinione che la NATO deve dare una risposta militare il prima possibile, in caso contrario quello che doveva essere un deterrente per la guerra convenzionale ovvero la forza nucleare, negli anni a venire diverrà un costante ricatto, per tutti quegli stati più aggressivi con mire imperialiste.

Solo una risposta militare fermerà l’esercito russo!

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