L’ultima gigantesca stronzata: ‘la terra piatta’.

Quando pensi di avere visto e sentito tutto quello che di più assurdo la mente umana possa produrre, quando hai assistito all’elezione del più improbabile presidenti degli stati uniti ecco che arriva una panzana ancora più gigantesca: ‘la terra piatta’. Sono incappato per caso in un sito che esplicava appunto questa teoria, ci ho messo un po’ ad accettare il fatto che non fosse una semplice cosa ironica, uno scherzo, una goliardia, non volevo credere che nel 2017 dopo le stronzate sulle invasioni di ufo, sul finto allunaggio, ecc, ci fosse qualcuno che potesse arrivare a tanto spudorato ardore, fino a sostenere che il fatto che la terra sia sferica è una cosa che ci hanno fatto credere i soliti poteri forti, governi, il complotto giudaico massonico, ecc.che in realtà la ‘terra è piatta’. Sti cazzi, mica scherzano. La cosa pazzesca è che in rete ho individuato anche post che vogliono confutare questa cosa (non si può certo chiamare teoria) della terra piatta, come se la cosa fosse degna di confutazione, come se dovessimo confutare che non è vero che un cazzotto tra i denti ed un calcio nei coglioni ti fa amare di più il prossimo.

il fatto è che incomincio ad avere paura, la paura che flotte di idioti possano credere a qualsiasi bufala e che possano agire in base alle convinzioni derivatene, vuol dire che cacciottari come Donald Trump potrebbero instillare nella mente di milioni di microcefali qualsiasi tanto idiota quanto pericolosa idea. Einstein sosteneva: ‘due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, su l’universo ho però qualche dubbio’.

Questo aspetto dell’idiozia umana messo in luce dal massiccio uso di internet mi fa pensare che siamo irreversibilmente sulla via dell’estensione e che probabilmente topi e scarafaggi saranno i prossimi padroni del pianeta, in quanto molto più razionali di noi.

Poverty is not lack of character, poverty is lack of money

Poverty is not lack of character, poverty is lack of money

Why we should give everyone a basic income | Rutger Bregman | TEDxMaastricht

E’ ora di inizare una seria discussione, suil reddito minimo di inserimento, con l’automazione del lavoro, la demonetizzazione e la dematerializzazione dei beni è a mio avviso l’unica strada praticabile, ed è quello che pensa in questo video Rutger Bregman e in questo sotto Federico Pistono che produce delle idee fortemente condivisibili, per persone che come me da anni hanno grandissime difficoltà a trovare un lavoro.

Molti liberi pensatori non ideologici ma pragmatici, con spirito innovativo, con le tipiche capacità di analisi dei giovani nutriti con gli algoritmi dei linguaggi informatici.

Mi piace in particolare l’analisi di Pistono e Bregman e la sua conseguente idea di un ‘basic income’. Queste per altro non risultano essere idee del tutto nuove ma prodotti anche di antichi pensatori, solo oggi però ci sono le condizioni tecniche, ma sopratutto le ricchezze economiche che potrebbero renderla praticabile. Come ho già scritto fino alla nausea in tanti altri articoli si tratta solo della giusta e sacrosanta redistribuzione di ricchezze già esistenti, O forse veramente dobbiamo aspettare che i robots portino via il lavoro anche ai politici

E’ oramai risaputo che nei prossimi anni, l’automazione, i robots e l’intelligenza artificiale, cancelleranno moltissimi posti di lavoro, sembra però che i politici si concentrino ancora in maniera miope e colpevole sulla crescita economica, la loro idiozia non li porta a considerare che la crescita nei prossimi anni, ammesso che ci sia, sarà una crescita senza occupazione e che quindi l’unica soluzione sta nel basic income e amio avviso nella drastica riduzione delle ore lavorative.

Pistono scrive nel titolo del suo libro: I robot ti ruberanno il lavoro, ma va bene così.
‘Va bene così’ sta a significare che questa potrebbe essere una opportunità fantastica una futura utopia, avere molto tempo libero potrebbe significare il sostituire la crescita economica con la crescita umanistica.
.

La Finlandia molto più civile dell’Italia

In Finlandia le multe per eccesso di velocità si pagano in base al reddito

Lo trovo giustissimo, io da disoccupato ho fatto ricorso per una multa da 80€ che con il respingimento del ricorso pervenutomi oggi è diventata di 183€, praticamente una tragedia. Anche avendo un impiego in Italia magari di 1000 1500€ una multa anche di 50€ può creare non pochi problemi, mentre per gente ricca è l’equivalente di un aperitivo al club del golf. Quello che per una persona media è una cifra che crea problemi per un ricco equivale ad un paio di aperitivi al club del golf, capirete che tipo di deterrenza possa avere su di lui una multa di 180€.

Fuori dall’UKIP per entrare nell’ALDE

Oggi come iscritto al movimento 5 stelle ho partecipato alla votazione sul portale Rosseau del movimento alla consultazione Gruppi Europarlamentari, sono d’accordo con il paradigma:  ‘fuori dall’UKIP per entrare nell’ALDE’, l’adesione all’UKIP, non mi è mai veramente andata a genio, penso che l’anima del movimento sia molto distante da queste persone, che di fatto sono nazionalisti spesso di estrema destra. Anch’io penso che comunque l’immigrazione vada in qualche modo gestita diversamente e anche fortemente limitata, ma lasciando fuori xenofobia e razzismo, utilizzando intelligenza, pragmatismo e sopratutto lungimiranza, anche riportando il problema alle sue reali dimensioni cioè come uno di una serie di problemi, tra i quali primeggia in Europa l’ingiustizia sociale e la concentrazione delle ricchezze a danno delle fasce più deboli, la parola d’ordine dovrebbe essere redistribuzione e so che questa idea è nel dna del movimento, guai a perderla. Sarebbe un errore madornale inseguire il populismo di matrice leghista (quello si vero populismo), pensando di raccogliere più voti, in quanto non sarebbero i nostri voti.

Quindi mi trovo perfettamente d’accordo con l’idea di Grillo di aderire all’ALDE, senz’altro avremmo un peso maggiore senza allontanarci troppo dalla nostra natura, speriamo che passi questa linea, si potrebbe anche confluire nel gruppo misto ma il peso politico del movimento rimarrebbe molto limitato.

Approfondimento
Grillo lascia UKIP

Inseriamo nelle black list i call center delocalizzati.

I padroni dei call center italiani trasferiscono il lavoro all’estero? Bene Inseriamo nelle black list i call center delocalizzati.

Da diverso tempo il trend è diventato quello di trasferire aziende comunque produttive dai paesi dove risiedono in nazioni dove il costo del lavoro risulta essere molto più basso. Questo aumenta la già drammatica situazione occupazionale italiana, non per aumentare l’efficienza e la produttività ma semplicemente per avidità, per guadagnare più soldi, in quei paesi dove i diritti dei lavoratori sono quasi inesistenti. I nostri ‘imprenditori’ tra l’altro poco lungimiranti spostando la maggior parte dei call center all’estero non si rendono conto che depauperare l’Italia comunque non li aiuterà nei contratti futuri, in quanto sempre meno italiani potranno permettersi di stipulare contratti telefonici non avendo un reddito o non

call center

Manifestazione dei call center Almaviva che vogliono delocalizzare

avendolo sufficiente. Io però dico che non è il caso di arrivare a quel punto, invece rifiutiamoci di accettare chiamate dai call center Albanesi, Romeni, o da qual si voglia paese che non sia il nostro, io quando capisco di essere chiamato da un call center straniero uso questa frase: “grazie ma non sono interessato, per motivi che ho già spiegato ai suoi colleghi, le auguro una buona giornata e buon lavoro” senza nessun risentimento ne maleducazione perché il mio bersaglio non sono i lavoratori di altri paesi, ma quegli imprenditori, anzi ‘prenditori’ che dopo avere usufruito di tutte le agevolazioni fiscali possibili in Italia per schifosa avidità ad un certo punto si spostano in paesi dove possono sfruttare di più la manodopera.  Per le chiamate su cellulari un altro sistema possono essere le black list, banali app per lo più gratuite nelle quali inserire i numeri di quei call center molesti (a volte anche italiani) che ci bersagliano di continuo, installata l’app nel momento in cui ci chiamano quindi non c’è ne accorgiamo nemmeno.

Tra l’altro alle aziende che commissionano a questi call center la vendita di prodotti, pacchetti di servizi telefonici, internet, tv via cavo, ecc, mi viene da dire:  ma vi conviene pagare queste aziende, le quali da quello che ho potuto capire, non utilizzano de modelli efficaci per rendere produttivi gli operatori, per esempio non utilizzano mai un base date unica, con i feed back delle persone contattate, sono certo di questo perché dopo essere stato chiamato più volte per conto degli stessi operatori e avendo questi avuto da me lo stesso feedback, questi comunque non smettevano di chiamarmi e quando ho chiesto spiegazioni ho capito che lavorano sempre con le stesse liste di nominative tenute nelle rispettive aziende e non su un server condiviso con le registrazioni dei feedback di ritorno, per questa ragione i call center che lavorano su mandato delle aziende chiamano continuamente le stesse persone, addirittura (a me è successo almeno quattro volte) chiamano anche per conto di aziende per le quali si è già cliente.

Non varrebbe quindi la pena di investire capitale in tecnologie informatiche e personale qualificato anziché puntare a risparmiare due lire per non ottenere però nessun risultato, anzi con il rischio di mettere in fuga i potenziali clienti? Forse questo genere di imprenditore è particolarmente idiota rispetto a quelli che invece cercano di ottimizzare i modelli produttivi?

In questi anni come ho scritto in altri post i diritti dei lavoratori si sono notevolmente ridotti in particolare in Italia tutto è iniziato con Berlusconi, poi Renzi e il partito democratico hanno dato il colpo di grazia. Il pd è diventato un partito di merda, da partito dei lavoratori è diventato partito dei padroni (imprenditori è una parola troppo elegante per loro), Renzi ha preferito Marchionne che non paga nemmeno le tasse nel nostro paese o Steve Jobs che da finto hippy si è trasformato in uno sfruttatore di mano dopera  abasso costo ai lavoratori che sono sempre stati l’anima del partito democratico. Questo genere di imprenditori sono efficaci solo nel breve termine per se stessi e il loro cerchio magico, ma non sono lungimiranti, non riescono a prevedere i risultati nel lungo medio termine, non riescono a capire che non può esserci benessere che non sia per tutti, non può durare, alla fine compaiono le ghigliottine.

Loro non pensano al nostro benessere quindi dobbiamo farlo noi, non diamo i soldi a chi è troppo avido ed egoista, noi come consumatori abbiamo un forte potere USIAMOLO!!!

Sono contento di essermi sbagliato, ha vinto il NO

Bene, sono contento di essermi sbagliato, ha vinto il NO. Un punto dal quale ripartire, rispettando la costituzione e rispettando il parlamento, ripartire spero al più presto con un nuovo governo e io spero che sia un governo 5 stelle.

Come era prevedibile, non ci sono state catastrofi finanziarie, nessuno tsumani economico, questo la dice lunga sull’idea di ‘stabilità’ che hanno alcuni politici e imprenditori, lo dimostra anche il fatto che la Spagna senza governo da mesi va piuttosto bene economicamente e la disoccupazione è diminuita.
La verità è che è meglio nessuna riforma piuttosto che una pessima riforma, a maggior ragione se si tratta di riforme che vanno a modificare le leggi fondamentali per il funzionamento di una stato e di una società. Queste tipo i riforme vanno fatte con la più ampia maggioranza e con il coinvolgimento del più alto numero di costituzionalisti, economisti, politici (nel senso più nobile della parola), filosofi, con la più rigorosa impostazione etica. Quindi coloro che avevano prodotto questa riforma erano pochi, inadeguati, impreparati ed eticamente non appropriati.

Ora spero che si riparta subito con una sostituzione politica della leadership del nostro paese, spero che siano i 5 stelle a prendersi la responsabilità di questo cambio di rotta, spero che possano, che possiamo portare una maggiore giustizia sociale, operazione che solitamente sarebbe prerogativa di una forza di sinistra, ma che in assenza di questa va benissimo che intervenga un movimento che abbia nella sua ideologia (ideologia non è una parolaccia), la redistribuzione delle ricchezze e la fine della professione di ‘politico’, ma la politica intesa come passione w se fallirà anche questo vuol dire che non c’è più nessuna speranza per questo paese.

Il popolo bue colpisce ancora, Trump un film già visto

Il popolo bue colpisce ancora.

Ancora una volta è successo, i risultati delle elezioni americane, hanno sbugiardato i sondaggi. Ieri sera dopo avere visto che nei i primi stati del sud Trump era in vantaggio, sono andato a letto, perché avevo capito che purtroppo avrebbe vinto, non perché fosse in vantaggio in quei tre stati, ma per la consistenza del vantaggio.

Trump un film già visto.
Ho già visto questo film, con la Democrazia Cristiana in passato poi con Berlusconi ultimamente con la Brexit ed ora con questo losco individuo, che è diventato nientemeno che il presidente degli Stati Uniti. Purtroppo c’è una grossa fetta dell’elettorato che pur non sostenendo in maniera fanatica il candidato repubblicano ha sempre comunque pensato di votarlo, ma nascondendo la cosa, una sorta di vergogna che in Italia conosciamo bene, mi ricordo quanto sentivo spesso le persone sparlare in passato della DC le stesse persone che però puntualmente alle elezioni la votavano puntualmente, stessa cosa con Berlusconi. E’ un po’ come per le puttane tutti gli uomini si dicono schifati, che loro non pagano per una donna, anzi quando queste si mettono a battere sotto i loro balconi fanno petizioni, cortei e quant’altro per cacciarle, però per una strana alchimia queste sono sempre piene di clienti.

La vittoria di Trump mi ha schifato ma non mi ha stupito, il basso popolo bue, ‘i consanguinei della Virginia’, quelli con il fucile che si scorge dal lunotto posteriore del loro cabinato, questi so per certo che hanno votato per lui, ma oltre a questi una grossa fetta di persone ‘normali’ mosse da bassi istinti quasi primordiali, come:  il senso del territorio, la paura dello straniero, il bisogno di seguire il maschio alpha, ecc.
Forse gli americani non sono così evoluti come vogliono fare credere al resto del mondo, o almeno un ampia fetta del popolo americano pur apparendo persone mediamente razionali, ad un livello più interiore sono persone banali a volte meschine, che non ammetterebbero davanti ad un intervistatore di essere razzisti, di amare le armi ed avere bisogno di un capo forte, ma poi al momento del voto le loro pulsioni più profonde vanno esattamente in quella direzione.

Che la Clinton non non fosse la novità, si sapeva, nemmeno a me piace, è legatissima ai poteri forti, componente di una famiglia di potere abituata a gestire il potere, non certo un mostro di simpatia, ma Trump ha gli stessi difetti, sommati però al fatto di essere un sborone, ignorante, e nemmeno così intelligente come dice di essere, visto le uscite idiote e le sue dichiarate simpatie verso Putin, un dittatore assassino di giornalisti e oppositori.

Staremo a vedere i danni che farà costui i danni in America e indirettamente nel resto del mondo. Di sicuro dopo Obama, Trump è un brutto passo indietro per gli U.S.A.. Piutto sto che: “make america great again” potrebbe essere: “make Trump rich again”, questi milionari al potere mi fanno comunque sempre schifo

Democrazia non è tanta gente che vota, democrazia è gente informata che vota.

 

L’importanza dell’etica in questa epoca narcisistica

E’ mia opinione che l’etica sia ancora molto importante nella nostra società e che anche se può sembrare il contrario ci condiziona, sempre e comunque. Oggi sembrano essere considerati ‘vincenti’ coloro che in qualche modo riescono a scavalcare qualsiasi dettame etico per fare narcisisticamente tutto quello che serve per il loro successo personale, ma io penso che l’etica non sia solo una costruzione della società dettata dal bisogno di convivenza, ma che sia in qualche modo innata nelle nostre menti. Questo spiegherebbe il motivo per cui i reduci della seconda guerra mondiale, hanno vissuto molto meglio il ritorno a casa che non ad esempio i reduci del Vietnam. Questo perché la prima era una guerra eticamente sostenibile, la seconda no. I soldati della seconda guerra mondiale pur i molti casi avendo operato in modi che spesso potevano sembrare immorali di fronte allo svelarsi delle atrocità naziste, come i campi di concentramento rendettero retroattivamente ‘etica’ qualsiasi azione militare anche efferata, contro un nemico così indegno, ben altra cosa fu per il Vietnam che fu una guerra fatta per lo più per motivi geo politici, ma non c’era un entità del male come fu il nazismo.

Anche oggi che sembra imperare cinismo e narcisismo, pur l’etica condizionando meno le nostre azioni, condizione comunque la nostra percezione a posteriore di esse, attraverso il senso di colpa, come se l’etica perdesse il suo valore deterrente ma mantenesse in qualche modo quello punitivo.

L’intelligenza artificiale finirà con il sostituire anche i politici.

Molti lavoratori vengono in maniera crescente sostituiti dai robot, prima o poi toccherà anche ai politici, quello sarà un bel giorno.

forse si incomincerà a stare meglio e a redistribuire le ricchezze.

Io non sono nessuno ma ‘presa diretta’ la trasmissione di Iacona si, nella puntata del  5 settembre scorso l’argomenta era quello dei robot che sostituiscono gli uomini nel lavoro, un argomento che ho trattato più volte ed in particolare in questo articolo ‘In futuro il comunismo sarà inevitabile con l’avvento della robotica’ cosa che penso tutt’ora o almeno se non vogliamo arrivare a tanto, al comunismo per intenderci, bisognarobot politico (come molti economisti sostengono anche nel servizio) erogare a tutti un reddito di inserimento.
Io però penso che la cosa migliore per evitare invidie e disappunto di chi lavora verso che ha un reddito senza lavorare, sia quella di diminuire drasticamente l’orario di lavoro, in maniera progressiva a mano a mano che robots e algoritmi sostituiscono gli esseri umani, bisogna fare in modo che più gente possibile lavori, con leggi severissime sugli straordinari e sull’orario massimo lavorativo regole accompagnate da forti sanzioni deterrenti.

Quello che sta succedendo in questi anni è che la produzione aumenta vertiginosamente, ma la ricchezza aumenta solo per pochissime persone, generalmente li azionisti di alcune aziende quotate in borsa e chi ha un lavoro ancora oggi troppo complesso per le machine, ancora per poco, robots e computer non vanno a sostituire solo i lavori fisici ma anche quelli intellettuali, sono da tempo una realtà gli articoli stilati da intelligenze artificiali.

Se questo può sembrare sorprendente con le tecnologie informatiche a disposizione oggi, con i computer binari, non possiamo nemmeno immaginarci cosa succederà con la prossima generazione di computer basata sul qbit, ovvero i processori quantistici, non più limitati da i e 0 ma da 0 a n combinazioni, una potenza di calcolo che forse potrebbe fare emergere persino una forma di coscienza dalla sua incalcolabile complessità.

Ad un certo punto non solo, operai, giornalisti, dottori, chirurghi, poliziotti, ecc.. saranno sostituiti, ma verrà il turno anche delle professioni più esclusive, per esempio quelle della politica, forse a quel punto si introdurrà il reddito minimo per tutti.

Il futuro con i robot potrebbe essere un grosso vantaggio per tutto il genere umano se gestito con altruismo e logica, nel caso contrario potrebbe essere uno schifo di società dove i pochi ricchi saranno sempre più ricchi e i robot diventeranno un ulteriore strumento di repressione e controllo delle masse. Il futuro potrebbe essere un UTOPIA  o una DISTOPIA,  sta al popolo ed alla sua intelligenza non permettere che la tecnologia più evoluta del genere umano sia di pochi, CI DOBBIAMO RIBELLARE A QUESTA IDEA.